Il test PCR spiegato facile, e perché i tamponi sono fuorvianti

Come noto, uno degli strumenti più utilizzati dal potere è la menzogna: a volte menzogna esplicitamente detta, sempre più spesso menzogna lasciata intendere. Si sa, in tempi di internet, in cui tutto resta scritto e soprattutto registrato, può diventare pericoloso affermare esplicitamente il falso: qualcuno si potrebbe prendere la briga di registrare il video, e rilanciarlo (come è stato fatto per le clamorose bugie dell’allora ministro della sanità, Lorenzin, che in trasmissione da Vespa affermò, in un paio di occasioni, di centinaia di bambini morti per morbillo in Inghilterra l’anno precedente, notizia rivelatasi poi assolutamente falsa).

Quando si tratta di scienza, o di matematica e finanza, mentire diventa un pochino più difficile e quindi si preferisce usare un’altra tecnica: la complicazione ed il mascheramento dietro a concetti fatti passare come troppo ostici, inarrivabili, in modo che il cittadino normale, sentendosi inadeguato, preferisca affidarsi ai cosiddetti “esperti” (chi non ha avuto problemi con la matematica o la chimica a scuola?)

Voglio quindi rendere molto semplice, e alla portata di tutti (basta che abbiate dimestichezza con la moltiplicazione per 2) il funzionamento del test PCR, perchè possiate capire quanto è facile imbrogliare l’uomo della strada (per non dire la casalinga di Voghera) rendendo complicate cose che si possono invece spiegare semplicemente.

La storia: PCR sta per Polymerase Chain Reaction, reazione a catena dei polimeri, che fu scoperta negli anni ’70 da Kary Mullis, che vinse addirittura il premio Nobel per la sua “invenzione“.

In parole semplici si tratta di una tecnica per “amplificare” frammenti di DNA in modo da poter disporre di maggiori quantità degli stessi, una sorta di “fotocopiatrice“.

Come spiegato più diffusamente in questo articolo, il DNA viene sottoposto a più cicli di riscaldamento e raffreddamento durante i quali la catena si “apre“, e le due parti della scala (la famosa scala attorcigliata del DNA) si ricombinano per riformare due elementi (a partire dal singolo originale) della stessa sequenza di DNA. Una fotocopia, una moltiplicazione per due di un frammento iniziale, insomma.

Ora, al di là dei meccanismi per cui questo avviene, credo che la cosa più interessante sia la matematica. Se prendiamo un numero qualsiasi e lo moltiplichiamo per 2 per un certo numero di volte, il risultato finale dipenderà ovviamente dal numero di volte in cui questa operazione è stata effettuata. Giusto per dare un po’ di tappe intermedie, possimo ricordare le potenze di 2:

  • 2 X 2 = (2 alla 2) =4
  • 2 X 2 X 2 = (2 alla 3) = 8
  • 2 X 2 X 2 X 2 = (2 alla 4) = 16
  • 2 alla 10 = 1024
  • 2 alla 20 = 1 Milione
  • 2 alla 30 = 1 Miliardo
  • 2 alla 40 = 1000 Miliardi

Quindi, se il numero di cicli supera i 30, anche qualunque sostanza si trovasse all’interno del campione da misurare in parti inferiori al miliardesimo, si potrebbe ritrovare nel risultato finale. E siccome il numero di cicli non è un parametro univoco, ma anzi varia da laboratorio a laboratorio (chi ne fa 30, chi 35, chi 40, di cicli), e da stato a stato, quale significato può avere un test che rintraccia la presenza di sostanze dopo una amplificazione che porta ad un aumento di 1000 miliardi di volte un campione iniziale? Forse è per questo che lo stesso premio Nobel Kary Mullis sosteneva che la tecnologia PCR NON doveva essere usata a fini diagnostici, e testimoniò anche in un famoso processo per omicidio, per sostenere appunto l’inefficacia di tale tecnologia?

Il test PCR non dà risultati univoci. Dipende dal numero di test effettuati, dalla preparazione dei campioni, dalla purezza dei composti, ecc. Ricordate quando il presidente dell’Uganda mandò tamponi di Papaye e altre piante, e i laboratori restituirono risultati positivi?

Ora, se pensate al terrorismo mediatico alimentato dalla positività dei tamponi (eh già, non essendoci più malati si è scatenata la caccia all’asintomatico, nuova definizione di malato/untore da cui guardarsi bene), capirete perchè è importante capire questa cosa:

il tampone PCR non ha alcuna validità scientifica per determinare la presenza o meno di un “presunto” virus

(visto poi che questo virus non è mai stato isolato e purificato ufficialmente) .

Ma questo non gli ha impedito di chiuderci a casa per mesi e mandare a gambe all’aria un’intera economia.

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