Dott. Leopoldo Salmaso: falsi miti sul Covid-19

Di Leopoldo Salmaso

La panicodemia da Covid-19 è stata scatenata in tutto il mondo dai media mainstream che la rinfocolano pervicacemente, complice il miscuglio di ignoranza/malafede di tanti “esperti da talk-show”, complice il miscuglio di incoscienza/malafede dei politici, complice l’esasperata sottomissione delle popolazioni. Tutto ciò si regge su alcuni miti, veri e propri dogmi di fede che comportano la scomunica di chiunque osi anche solo metterli in dubbio. Vediamo i principali:

 Mito n° 1: “Lo dice l’OMS”

L’OMS non ha mai dichiarato lo stato di pandemia. Nessun documento protocollato da parte degli organi che ne hanno la competenza: Assemblea Generale (art. 21a[i] dello statuto OMS) o Consiglio Direttivo (art. 28i[ii]). Esiste solo una conferenza stampa del Direttore Generale Ghebreyesus che il 11/3/2020 dice: “Abbiamo valutato che Covid-19 può essere caratterizzato come una pandemia”. Questa non è neppure “carta straccia” come i DPCM del signor “Giuseppi” Conte: questa è “parola straccia”.

Mito n° 2: “Un aumento eccezionale dei morti”

L’ISTAT ha pubblicato tre set di dati parziali, non confrontabili perché riferiti a periodi diversi, su campioni selezionati di comuni, il 31/3, il 16/4 e 17/4. Questi rapporti incominciano a rilevare l’aumento di mortalità riferibile principalmente alle “mattanze colpose da lockdown” (anziani abbandonati nelle case di riposo, con divieto di contatti con coniugi-figli-altri). Quei comunicati dell’ISTAT hanno generato grande confusione sui media mainstream, con ripetute correzioni. L’ISTAT è sotto pressione crescente e rinvia al 30/4 per un nuovo rapporto che, andreottianamente pensando, sarà ancora più ermetico?… Intanto abbiamo una cifra provvisoria di 23.188 morti, e un ulteriore rinvio al 4/5[iii].
Domanda: che differenza c’è fra questi 23.188 morti (in 70 giorni) e i 19.179 morti (nei soli 31 giorni di Gennaio 2017)? La risposta mi pare evidente: quelli del 2017 non si prestavano né a far guerra alla Cina, né a comprare a man bassa nelle borse di tutto il mondo, né a stringere la morsa del controllo su 7 miliardi di umani. Oltretutto, in Italia, l’ineffabile Burioni si arrampicò sugli specchi nel goffo tentativo di difendere i suoi indifendibili dogmi sulla “sacralità” dei vaccini antinfluenzali[iv],[v],[vi],[vii].

Mito n° 3: “Morti a causa di Covid-19”

L’ISS ha aggiornato al 23/4/2020 i dati risultanti dall’analisi delle cartelle cliniche di 2401 su 23.188 persone decedute con un esame positivo per SARS-CoV-2.
Risultato: l’età media di quelle persone era di 79 anni; il 96,2% presentava almeno un’altra grave patologia soggiacente (e il 61% presentava tre o più altre patologie). Il mainstream riferisce poco e male. Milena Gabanelli su Corriere.it (rilanciato da mainstream e social) legge i dati alla rovescia: dice che i morti PER Covid-19 “sono molti di più dei 23.188” perché bisogna aggiungere “i pazienti che non sono stati tamponati (sic!) e quelli deceduti per effetti collaterali del coronavirus (sic!): infarti, ictus, aneurismi, e altre patologie. Con tutta evidenza, è la positività del tampone un “accidente collaterale” delle ben più gravi patologie soggiacenti: le linee guida internazionali sono estremamente chiare nello stabilire che, fra tante cause concomitanti, si debba registrare “come causa di morte, la principale malattia soggiacente”[viii] .  Quindi i dati, nella più catastrofica delle ipotesi, vanno interpretati così:

– Morti con sola positività del tampone, senza patologia soggiacente = 881 (3,8% di 23.188);

– Morti “non tamponati”, senza patologia soggiacente = 881 (volendo regalare un 100% di     sottostima alla signora Gabanelli col suo sciagurato consulente);

– Morti con tampone positivo, con almeno una patologia soggiacente = 22.307 (96,2% di 23.188).

In conclusione, i casi di morte variamente attribuiti a SARS-CoV-2 sono sovrastimati di almeno il 2.600%, mentre la sottostima è di una grandezza risibile, al confronto.

Mito n° 4: “Sono morti 150 medici”

La FNOMCEO pubblica un elenco aggiornato dei medici caduti (sic!) nel corso dell’epidemia da Covid-19″. Sono 151 nel periodo 11/3-26/4/2020. Fra di loro un solo anestesista ancora in attività (causa di morte non nota); un epidemiologo, 38 anni, morte improvvisa (infarto/ictus?); nessun medico dei reparti di malattie infettive.

La stragrande maggioranza erano pensionati, medici di medicina generale: tutto esattamente in linea con le statistiche di ogni anno. Se ogni ordine professionale pubblicasse l’elenco dei suoi “caduti” nel medesimo periodo, avremmo percentuali esattamente sovrapponibili.

Aggiornamento del 17 Maggio

Mito n° 5: “Svedesi incoscienti e untori!”

L’ambasciata di Svezia in Italia ha deplorato la “spirale di disinformazione su media autorevoli in Italia”, con riferimento a un’ondata di critiche sulle strategie di contenimento di Covid-19 adottate in Svezia, che sono molto più blande di quelle italiane. Nessun altro paese al mondo adotta restrizioni severe come l’Italia, neppure Belgio e Spagna che pure registrano più morti “con tampone positivo” dell’Italia. Né si può tacere su misure nostrane demenziali come il divieto di passeggiare da soli nei boschi, perfino nei paesini di montagna[ix].

Mito n° 6: “I nipotini uccidono i nonni”

Questa è forse la più infondata e demenziale fra tutte le “previsioni” su cui si basano le decisioni del governo, soprattutto per la fase 2: come definire altrimenti le “previsioni” secondo cui 48.000 nonni finirebbero in rianimazione se rimandassimo a scuola i nipotini? Codesti “esperti” non hanno ancora capito che tanti nonni li abbiamo ammazzati proprio intubandoli invece che trattandoli a domicilio con un blando anticoagulante e poco più[x]? Anche l’esperienza della Svezia attesta che tenere le scuole aperte non è affatto pericoloso. Anzi, tenere aperte le scuole sarebbe una delle decisioni col miglior rapporto benefici/costi[xi] ai fini del superamento dell’emergenza. Per una lettura approfondita della tabella che segue, vedere qui.

Mito n° 7: “Ma ci salverà il vaccino!”

Questo è il mito dei miti, il mito al quadrato (mito)2, anzi, il mito alla settima potenza (mito)7 visto che i precedenti miti trovano ragion d’essere anche soprattutto per questo scopo: vendere vaccini a 7 miliardi di cavie umane e, meglio ancora, controllarle col vaccino-cerotto-microchip?[xii],[xiii],[xiv],[xv].

Nota semi-conclusiva:

Al momento di pubblicare apprendo che Stefano Merler, uno degli “esperti” di cui al mito n° 6, ha dichiarato ieri che la proiezione più catastrofica da loro elaborata: “non è uno scenario che noi abbiamo considerato realistico”[xvi]. Evviva la sincerità!

© Leopoldo Salmaso

Specialista in Malattie Infettive e Sanità Pubblica, già Esperto MAAEE in Tanzania

[i]   The Health Assembly shall have authority to adopt regulations concerning: (a) sanitary and quarantine requirements and other procedures designed to prevent the international spread of disease.

[ii]   [The Board] …may authorize the Director-General to take the necessary steps to combat epidemics…

[iii]   https://www.istat.it/it/archivio/242055

[iv]   https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24291201

[v]   http://old.iss.it/binary/publ/cont/ANN_18_01_13.pdf

[vi]   https://www.facebook.com/INGANNATI3/videos/burioni-un-vaccino-universale-contro-linfluenza-non-esiste-per-ora-ma-speriamo-c/570363637089288/

[vii]   https://www.youtube.com/watch?v=yrTm5hIXdK8

[viii]   https://www.dimdi.de/dynamic/en/classifications/icd/icd-10-who/instruction-manual/

[ix]   https://www.ansa.it/valledaosta/notizie/2020/04/21/coronavirus-magistrati-aosta-passeggiate-non-sono-illeciti_57cfbed6-37c8-48b9-939f-208bb03fcced.html

[x]   https://www.sforl.org/wp-content/uploads/2020/03/WUHAN-Experience.pdf

[xi]   http://tlaxcala-int.org/article.asp?reference=28496

[xii]   http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=28497

[xiii]   https://comedonchisciotte.org/cosa-devi-sapere-sul-vaccino-covid-19/

[xiv]   https://go2.thetruthaboutvaccines.com/docuseries/episode-2/

[xv]   https://www.geopolitica.ru/it/article/bill-gates-vaccinazioni-microchip-e-il-brevetto-060606

[xvi]   https://www.laverita.info/esperti-del-governo-contro-se-stessi-i-numeri-catastrofisti-irrealistici-2645886819.html

Aggiornamento relativo al Mito n° 4: “Sono morti 150 medici”

Scusate, devo parzialmente correggere quanto affermato in un mio recente articolo: che “150 medici morti per Covid-19” sia un mito.
In effetti ha tutte le caratteristiche del mito per come è stato rappresentato:

1) Dire “morti PER Covid-19” invece che “morti CON Covid-19” è ingannevole.

2) La Federazione Nazionale Ordini dei Medici (FNOMCEO) ha prestato il fianco, pubblicando il bollettino dei medici/odontoiatri “caduti” nel corso dell’epidemia di Covid-19 [ii].

3) La cifra di 150 è presto divenuta un mantra.

4) Quanto sopra, coperto dai media in maniera tanto melodrammatica quanto superficiale, ha reso assai arduo il compito di chi tentava di capire la vera portata del problema. Anzi, le poche informazioni inizialmente recuperabili avallavano la lettura “mitologica”: l’età assai avanzata (con record a 104 anni) dei medici deceduti; la distribuzione geografica; la reticenza su altre gravi malattie, in particolare negli unici due medici giovani (A.F., 38 anni, è morto PER infarto e G.B, 44 anni, è morto PER complicazioni di impianto valvolare… entrambi CON positività di tamponi che continuano ad essere poco affidabili [iii],[iv],[v]).

Nonostante il miscuglio di paradossi e reticenze, la morte per causa professionale anche di un solo operatore sanitario in corso di epidemia resta grave ed allarmante, così ho protratto le mie ricerche per tre settimane e ora posso riferire quanto segue:

5) Il totale dei medici/odontoiatri morti nel periodo 11/3-15/5 è di 167 (4 in più di quelli inclusi nella lista FNOMCEO). Per 162 di essi ho accertato la provincia di residenza/lavoro. Per 6 pensionati e 7 in attività non ho potuto conoscere l’età. In molti casi ho annotato informazioni accessorie.

6) Per 10 medici è stato possibile attribuire la causa primaria di morte ad altra grave patologia, come chiaramente stabilito dalla vigente convenzione internazionale[vi]. La loro età media era di 65,1 anni (71,1 escludendo i giovani AF e GB sopra menzionati).

7) 76 erano pensionati effettivi, con età media di 77,3 anni.
Per almeno 70 di loro è ragionevolmente estrapolabile quanto accertato dall’ISS mediante revisione di 2848 cartelle cliniche[vii], cioè che avessero almeno un’altra grave patologia soggiacente.

8) 3 medici, in pensione da tempo, avevano accettato la richiesta di rientrare in servizio per aiutare gli ex colleghi nell’emergenza: R.P. di anni 76, infettivologo di Napoli; G.F. di anni 73, MMG di Brescia; V.E. di anni 73, rianimatore di Pavia.

9) 36 medici avevano un’età pensionabile, compresa fra 65 e 75 anni (media 68,3), e continuavano a fornire prestazioni professionali in ambienti sanitari o case di riposo. Colloco costoro, più i tre precedenti, in un “gruppo B” per il quale è ipotizzabile un’estrapolazione analoga a quella suggerita al precedente punto 7, anche se di rilevanza minore, circa la possibile pre-esistenza di gravi patologie.

10) 43 medici, di età compresa fra 49 e 64 anni (media 60,4), erano in servizio a tutti gli effetti. Li colloco in un “gruppo A”, per il quale un’eventuale estrapolazione circa la possibile pre-esistenza di gravi patologie avrebbe rilevanza marginale.

In totale sono 82 i medici che verosimilmente hanno contratto l’infezione da SARS-CoV-2 per motivi professionali: 44% medici di medicina generale; 18% ospedalieri (tutti in piccoli ospedali di provincia); 10% odontoiatri; 9% direttori di Case di Cura/Riposo; i rimanenti 16 distribuiti in altre attività genericamente definibili “ambulatoriali”.

La distribuzione per provincia di residenza è analizzata in dettaglio nella tabella seguente. GRUPPO A: medici attivi al di sotto dei 65 anni; GRUPPO B: medici di 65+ anni, attivi; ALTRI: medici effettivamente a riposo. Sono evidenziati in rosso i principali scostamenti per riga o colonna.

 La distribuzione dei morti per settimana è visibile nel grafico successivo. Sia dalla FNOMCEO che da altre fonti non è sempre riportata la data esatta del decesso. E’ verosimile che il ritardo di comunicazione sia maggiore per i medici che non erano in servizio al momento di ammalarsi di Covid-19.

ANNOTAZIONI DI CONTESTO

* 21 febbraio: nel piccolo ospedale di Schiavonia (PD) si registra il primo “morto da Covid-19”: A.T. di anni 78. L’autopsia ha poi stabilito che l’uomo “soffriva di gravi patologie pregresse”[viii].

* 24 febbraio: Pavia e Mantova danno inizio al protocollo per la cura mediante plasma iperimmune. 7/5: ISS e AIFA avviano uno studio randomizzato nazionale. 14/5: audizione del prof. De Donno al Senato[ix].

* 18 marzo: viene pubblicato il primo ampio resoconto cinese sulle trombosi polmonari e sull’appropriatezza della terapia/profilassi con farmaci anticoagulanti[x].

*  Leopoldo Salmaso è specialista in Malattie Infettive e in Sanità Pubblica, già “Esperto MAAEE” in Tanzania.

[ii]  https://portale.fnomceo.it/elenco-dei-medici-caduti-nel-corso-dellepidemia-di-covid-19/

[iii]  https://www.nature.com/articles/d41587-020-00002-2

[iv]  https://www.telegraph.co.uk/news/2020/03/30/uks-attempt-ramp-coronavirus-testing-hindered-key-components/

[v]  https://www.aljazeera.com/news/2020/05/tanzania-president-questions-coronavirus-kits-animal-test-200503174100809.html

[vi]  https://www.dimdi.de/dynamic/en/classifications/icd/icd-10-who/instruction-manual/

[vii]  https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

[viii]  https://www.polesine24.it/veneto/2020/04/26/news/il-primo-morto-di-coronavirus-non-sarebbe-morto-di-coronavirus-87809/

[ix]  https://www.youtube.com/watch?v=PcVbHpDtpK0

[x] https://www.sforl.org/wp-content/uploads/2020/03/WUHAN-Experience.pdf